martedì, maggio 30, 2006

Remember the time

Questa la prendo direttamente dal blod di Code2. Leggendola sò perchè mi sono sentita incredibilmente vecchia, ma non so perchè allo stesso tempo mi sono sentita incredibilmente contenta. I giapponesi trovano un fascino particolare, triste e bello, nelle cose che passano. E già...!


Dedicato ad una generazione,

quella di noi nati agli inizi degli anni ‘80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90.

Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana,a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri, Dallas, Dynasty, i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).

Abbiamo pianto per Candy-Candy, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Somalia, Kosovo, Afghanistan, Iraq….); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET, i Goonies o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball (”con Crystal Ball ci puoi giocare.”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, di Voltron, Magnum P.I., Hazzard, Riptide, Super Car, Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà , i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.

La generazione che non ricorda bene l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, Game Boy, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo

Abbiamo avuto libertà , fallimenti, successi e responsabilità ed abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.


Tu sei uno di nostri?

Congratulazioni!

domenica, maggio 28, 2006

Sushi in un nuovo ristorante!


Aggiorno il blog oggi dopo una bella abbuffata di sushi fatta ieri! Ho scoperto ieri insieme ad amici un nuovo ristorante giapponese qui a Roma, l'ASAHI KAITEN SUSHI. Il ristorante si trova in zona San Giovanni, esattamente in via di Santa Croce in Gerusalemme 1/3. Il numero di telefono per le prenotazioni è 06 70 22 158, se qualcuno volesse farci un pensierino.

Dalla strada il ristorante non si nota neppure, l'insegna riporta solo "ristorante giapponese". Mi hanno detto che occupa i locali di uno storico ristorante cinese della zona, l'Asia (se non ricordo male il nome). L'arredamento del ristorante è del tipo nippo-raffinato, ci sono tavoli normali e tavoli con la classica "fossa" per le gambe! Al piano inferiore c'è una saletta privata, e vicino all'entrata i posti davanti al nastro trasportatore del kaiten. La gestione è cinese, e il menù è quasi esclusivamente dedicato al sushi e al sashimi. Oltre vi sono udon e soba (in tutto sei o sette diversi tipi di piatti), antipasti, e qualche secondo.

Il sushi era veramente buono! Non sono l'esperta della situazione, ma la prova del 9 me l'hanno fornita il Fuji, una ragazza giapponese, e soprattutto un amico giapponese, Keisuke, che ad Osaka è cuoco di sushi: sono rimasti molto soddisfatti anche loro!! Il prezzi sono relativamente bassi per la qualità proposta, eravamo in sette e abbiamo speso 23€ a testa, 40€ del totale erano solo di birra...la Asahi ormai costa da tutte le parti 5€ a bottiglia.E' un ristorante veramente consigliato. Pare abbiano aperto da poco, ed in effetti per essere stato sabato sera non c'era quasi nessuno. Servizio molto buono. Camerieri gentili e disponibili a fare due chiacchere!

Se non ricordo male (magari qualcuno può aiutarmi, tutti tranne il Fuji, che notoriamente non regge la birra e ha fatto pure un casino con le ordinazioni...ihihihihihi), abbiamo ordinato, mangiato e bevuto, e digerito:

-un sushi matsu
-maki mono (18 pezzi)
-miso shiro quasi per tutti
-agedashi tofu
-tempura misto
-svariati temaki...tipo 13 pezzi...è qui che Fuji ha fatto un casino
-una nave di sushi da 34 pezzi
-8 bottiglie di Asahi

Questo ristorante lo consiglio vivamente! Credo che farà molto concorrenza al vicino ex-Osaka...che adesso non ricordo come si chiama!

PS. L'iscrizione alla scuola giapponese di Sapporo non so come sia andata. La tipa della segreteria all'inizio mi disse che mi avrebbe messa in lista di attesa. Domani le scrivo per sapere se devo prenotare il volo oppure no! A presto con ulteriori aggiornamenti!!

PPS: A fine aprile è uscita l'edizione aggiornata (la seconda) della guida sul Giappone della Lonely Planet! Nelle migliori librerie a 32,00€!

lunedì, maggio 01, 2006

In Za Murakami Soup!

Mentre ho in sottofondo il concerto del Primo Maggio trasmesso da Rai3 (ogni anno guardando il fiume di gente che ogni volta si raduna a Piazza San Giovanni sono contenta per metà di non essere lì...l'altra metà è triste di guardarlo da casa)...comunque, scrivevo, mentre ascolto il concerto vorrei parlarvi di un libro che ho comprato la scorsa settimana e che ho letto in due giorni. In pratica l'ho letto quasi tutto ieri sera.

Il libro è In Za Misosuupu, inglese nipponico per In the Miso Soup, tradotto in italiano con Tokyo Soup (è uscito in Italia un mese fa, in Giappone la prima edizione è del 1997). L'autore del libro è Murakami, Ryu Murakami (da non confondere con il "più famoso" Haruki Murakami). Premesso che è il primo libro di Murakami Ryu che leggo devo dire che è stata una lettura inquietante ed interessante al tempo stesso.

Breve trama: Kenji è un ragazzo di venti anni che lavora come guida turistica per gli occidentali che vogliono "godersi" i sexy locali che pullulano a Tokyo, soprattutto nel quartiere Kabuki-cho. Verso la fine dell'anno (mancano tre giorni a Capodanno, festa importante per i giapponesi quanto il Natale per noi), viene assoldato da un americano che si fa chiamare Frank. Tipo strano e inquietante, dalla pelle che "sembrava quasi artificiale", Frank alimenta in Kenji, pagina dopo pagina, la sensazione che stia per accadere qualcosa di molto brutto. Si ricorda di aver letto qualche giorno prima di una ragazzina-prostituta barbaramente violentata, uccisa, e smembrata. Il sexy tour con Frank si trasforma sempre più in una discesa agli inferi dalla quale Kenji non sembra riuscire a sottrarsi.

Il resto non ve lo racconto, perchè il libro, oltre ad un viaggio verso l'inconscio, verso la società giapponese e la solitudine, verso lo splatter truculento e la paura, è anche un thriller. Il finale è giusto un po' troppo veloce.

Come detto prima Ryu lo conoscevo solo di nome (per il romanzo e il film da lui diretto "Tokyo Decadence"). Quindi da un solo libro letto non so farmi ancora un'idea sul suo modo di fare letteratura! So solo che viene consideranto l'enfante terrible della letteratura giapponese contemporaea. Il resto è facile dedurlo dai suoi romanzi o da qualche articolo scovato su internet!

In italiano circolano i seguenti romanzi:
Blu quasi trasparente (Kagirinaku Tomei ni Chikai Blue) - Rizzoli, 1993
Tokyo Decadence - Mondadori, 2004.
e Tokyo Soup...almeno io ho trovato solo questi!

Comunque, riepilogando:

Tokyo Soup, Ryu Murakami
(trad. Kaoru Tashiro e Katia Bagnoli)
Mondadori, Milano, 2006
pp. 232

Buona lettura!

Ps: sto per portare a termine l'iscrizione presso una scuola di giapponese a Sapporo per un corso estivo! A presto con ulteriori notizie in proposito!


venerdì, aprile 28, 2006

Tradizione...modernità...patria...tradizione...


Il Giappone tra tradizione e modernità. No, non parlerò della solita dicotomia a cui si pensa quando si parla, si discute, si studia il Giappone. Ma di due notizie che animano l'opinione pubblica giapponese in queste settimane e che mi hanno fatto un po' riflettere sull'ambiguità di certe prese di posizione.

La prima questione riguarda la possibilità che la piccola Principessa Aiko possa accedere al trono del Crisantemo --il Giappone ha già avuto imperatrici nella sua lunghissima storia-- e che i suoi eredi possano diventare imperatori. Ecco la novità sta proprio qui. Perchè per la prima volta si escluderebbe la linea paterna dalla successione al trono scegliendo al suo posto la linea materna. Questo semplicemente è dovuto al fatto che nella Famiglia Imperiale non nascono maschietti dal 1965. E allora sarebbe la rottura della tradizione, perchè la dinastia giapponese vanta un lignaggio di 2000 anni: l’attuale imperatore Akihito sarebbe infatti il 124mo discendente di Jimmu, il primo imperatore messo sul trono dalla dea del sole Amaterasu Omikami. L'orrore sarebbe poi se Aiko sposasse un uomo "comune" come è successo alla principessa Nori, che si è sposata per amore rinunciando ad ogni titolo imperiale --ma non ad una cospicua rendita mensile.

Il dibattito sulla successione imperiale non è molto semplice, e le soluzioni più accreditate per non interrompere la tradizione sono due:
1- restituire il titolo imperiale ad 11 famiglie imparentate con l'Imperatore e defraudate del titolo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nella storia del Giappone questi rami collaterali della principale Famiglia Imperiale hanno sempre svolto un ruolo di "riserva" nel momento in cui si presentava una crisi di successione.
2- sperare che il figlio che la principessa Kiko, moglie del secondogenito dell'Imperatore Akihito, partorirà a settembre sia un bel maschietto.

Nell'attesa che si sappia il sesso del nascituro, la proposta di emendare la legge sulla successione imperiale è stata per il momento accantonata. Sarebbe un bel passo in avanti verso la modernità o uno scacco matto alla tradizione? Tra l'altro ieri la principessa Kiko ha partecipato ad un antico rituale per un parto sicuro che ha celebrato poichè è entrata nel quinto mese di gravidanza (leggi qui).

La seconda questione di cui volevo parlare è invece un importante (e pericoloso?) incentivo alla tradizione. Il Partito Liberal Democratico e il suo alleato di coalizione, il Nuovo Komeito, hanno approvato oggi l'emendamento della Legge Fondamentale sull'Educazione, invariata nei suoi 11 articoli dalla sua promulgazione nel 1947. Non sembra che abbiano poi emendato troppe cose. Tuttavia l'accento che viene posto sulla Legge per l'Educazione sottolinea ed evidenzia che l'educazione deve essere impartita non solo "nello spirito della Costituzione" (espressione del 1947), ma anche "nello spirito pubblico e nel rispetto della tradizione" (espressione nuova). In più viene fornita in un articolo dell'emendamento una nuova definizione di patriottismo: "atteggiamento che rispetta la tradizione e la cultura, ama la nazione e la madre patria che ha promosso tale tradizione e cultura, e che contribuisce alla pace internazionale e allo sviluppo".
Un gruppo di intellettuali si è già mosso contro questo emendamento temendo che il decreto possa autorizzare le autorità ad incitare l'opinione pubblica in modo analogo a quello che successe nel periodo prima della Seconda Guerra Mondiale. Per questo scrivevo "pericoloso", la nuova definizione di patriottismo fa un po' "kamikaze".

Vediamo cosa scrive Garzanti. "Patriottismo: s. m. vivo e sincero amore per la propria patria".

Si può amare la propria patria sia nel rispetto della tradizione, ma guardando oltre, alla sua modernità?

mercoledì, aprile 26, 2006

Come back


Eccomi di nuovo qui, dopo un po' di tempo! Spero che siate passati indenni dalle feste Pasquali e dal primo ponte di primavera! In questi giorni sono stata in quel di Cesena, dove incredibilmente era scoppiata l'estate! Sono stata a Cervia a vedere la gara di aquiloni sulla spiaggia! Che spettacolo! C'era anche un giapponese in gara, mi sembra di averlo scovato dall'abbigliamento! A parte il fatto che ci ho rimesso la cervicale e il nervo ottico a furia di guardare in alto, tuttavia ho passato un bel pomeriggio!

Il Giappone è stato rimandato a luglio! Dal momento che avrei più soldini, più tempo, meno giorni di lavoro da perdere, ho deciso di andarmi a fare un corso di giapponese e di andare a trovare i miei amici prima o dopo il corso. Per adesso ho trovato una buona scuola a Sapporo, nel fresco Hokkaido! Devo scrivere per avere più informazioni, e per vedere se hanno già esaurito i posti per il corso estivo! Ve ne parlo meglio nelle prossime settimane!

Nel frattempo il Giappone ha trovato la sua candidata per Miss Universo! Si chiama Kurara Chibana (nella foto al centro), ha 24 anni, è di Okinawa e studia filosofia dell'educazione presso la Sophia University. Ha il faccino simpatico!

domenica, aprile 16, 2006

...Pasqua!


Buona Pasqua per chi ci crede!
E tanta cioccolata a tutti!!!!

domenica, aprile 09, 2006

Boom boom boom!


In questo periodo in Giappone imperversa l'iyashi buumu, ovvero il boom di tutto ciò che è terapeutico: è altamente benvenuto tutto ciò che in qualche modo riesce ad alleviare il/la giapponese moderno/a dalle ansie, malattie, stress della vita quotidiana.
Ho già parlato del boom dell'aromaterapia, e in questi giorni, spulciando qui e là i quotidiani giapponesi online, mi sono imbattuta in altri due rimedi. Si tratta di rimedi che sembrano essere riservati alle sole donne. Almeno il primo: l'esperienza "monaca per un giorno"!

Chi di noi donzelle non ha mai pensato almeno una volta nella vita di trascorre una giornata in un bel convento e vivere come fa realamente una suora?? Io no, sinceramente, anche se so se qui vanno molto di moda le vacanze "spirituali" in qualche monastero alla ricerca della pace e della tranquillità. Ebbene, in Giappone, e precisamente a Yamashina (prefettura di Kyoto), e precisamente presso il tempio Ryugenji, dal 1980 viene portato avanti il programma "monaca per un giorno", esperienza questa che in questi ultimi mesi è stata riscoperta dalle giovani donne giapponesi.

Il corso della durata di un giorno inizia alle 9 del mattino, con l'inceso purificante e una rasatura rituale del capo (pare che la rasatura sia comunque solo rituale), e continua fino alle 15:30, quanto le partecipanti del corso ricevono un diploma e un ufficiale nome buddhista. Nel frattempo le partecipanti fanno tutto ciò che fa una monaca quotidianamente: pregare, recitare mantra, adorare le figure del Biddha pregato nel tempio, e così via.

Sembra che questo tipo di giornata sia particolarmente amato dalle giovani trentenni, afflitte da problemi che riguardano soprattutto la vita sentimentale e il matrimonio, quando questo ovviamente non c'è ancora. Per queste donne la vita da monaca rappresenterebbe una proposta seducente "perchè le religiose sono rinchiuse in un piccolo mondo, lontane dai problemi di una vita amorosa e del matrimonio, e molte di queste donne sono alla ricerca di un modo semplice per fare lo stesso con la loro vita". Un giorno senza problemi è in un certo senso terapeutico per sfuggire dalla vita quotidiana.

Il secondo boom riguarda i film, le serie tv, e i libri strappalacrime!
Sul mercato giapponese la fanno decisamente da padroni prodotti televisivi, cinematografici, e editoriali che inducono gli spettatori e i lettori a versare calde lacrime. Della serie: aprite i rubinetti gente! Qualche trama per capire di cosa sto parlando:

Il romanzo "Sekai no Chushin de, Ai o Sakebu (Crying for Love at the Heart of the World)", è storia d'amora incentrata su una ragazza affetta da leucemia.
La serie tv "Ichi-rittoru no Namida (A Liter of Tears)", è basata sul diario di una ragazza affetta da una malattia inguaribile.
"Watashi no Atama no Naka no Keshigomu (A Moment to Remember)", e una storia che tratta dell'amore tra giovani persone affette dal morbo di Alzheimer.
"Kamisama Mou Sukoshi Dake" parla di una ragazza innamorata di un ragazzo malato di AIDS.
I film storici "Always: San-chome no Yuhi (Sunset on the Third Street)", ambientato negli anni '50 e "Otoko-tachi no Yamato (Yamato)", che racconta la commovente storia dell'equipaggio di una nave da battaglia giapponese della Seconda Guerra Mondiale, inducono gli spettatori al pianto copiosoper il senso di nostalgia che suscitano.

E cosa c'entra questo boom di film strappalacrime con l'iyashi buumu? La risposta è molto semplice: versare lacrime sembra che abbia dei benefici effetti sulla salute mentale. Molte persone dicono di sentirsi bene dopo un bel pianto e di recente ricercatori giapponesi e stranieri hanno dimostrato che piangere è in grado di ridurre i livelli di stess. E' stato anche dimostrato che le lacrime prodotte dalle emozioni differiscono in composizione da quelle prodotte ad esempio da cose come le cipolle o le irritazioni oculari. Risulta evidente che le lacrime prodotte dal pianto emotivo sono connesse a cambiamenti che avvengono all'interno del cervello. Della serie: non ci resta che piangere!!

:'((((( Buuuuuuuuuuuuuuuuu...!!!

Ecco...sto già meglio!!

:D

martedì, aprile 04, 2006

Basic Rassegna

Un post veloce veloce per raccontare una cosa che a me e a Pasquale ha fatto un po' ridere.
Lunedì sera dopo breve pomeriggio passato ad un centro commerciale, ci scapicolliamo a casa per mangiare delle buonissime penne al curry con zucchine e gamberetti (mmmhhh...buone!). Con le penne che fanno ancora su e giù per l'esofago andiamo al cinema per vedere l'ultimo film di Nanni Moretti.

Arriviamo alle 20e28 circa, lo spettacolo inizia alle 20e30. Biglietteria: "Due biglietti per Il Caimano. Stasera c'è Il Caimano, vero?". Signorina al banco: "No, stasera c'è la rassegna". Io e P. ci guardiamo perplessi, e la mia mente inizia a pensare a probabili film da rassegna: L'Albero degli Zoccoli, Roma Città Aperta, Kagemusha, Morte di un Maestro di Thè (sì lo so, ho molta fantasia a pensare ad una rassegna di cinema giapponese sulla costa adriatica...), etc.

"Che film c'è in rassegna?". La signorina: "Basic Instinct". Sguardi perplessi. "Il primo?!?!". La Signorina: "No, il secondo". "Vabbè, annamocene và!".

lunedì, marzo 27, 2006

Chicken for Vendetta

Avevo accennato ad una mia possibile recensione del film "V per Vendetta". Oggi ho visto anche "Chicken Little" (il perchè ho visto questo film chiedetelo al Fuji). Forse ho confuso un po' i film, ma ecco la trama di quello che ho visto.


La Germania, vincitrice della Seconda Guerra Mondiale, ha trasformato il paese di Quercia Ghiandosa, la città dove le ghiande sono molto appetitose e fanno gola perfino agli abitanti di altri mondi, in un villaggio nazista. "L", un misterioso polletto rivoluzionario deciso a sconfiggere la dittatura con atti di terrorismo, scatena il panico sostenendo che un pezzo di cielo gli è caduto in testa e la fine del mondo è vicina.

Naturalmente nessuno gli crede, nemmeno suo padre, e da quel momento diventa lo zimbello di tutto il villaggio. Per non farsi riconoscere "L" inizia ad andare in giro nascosto dietro la maschera di un certo Guy Fawkes, un cospiratore cattolico che tentò di far saltare il Parlamento di Londra il 5 novembre 1606. Chi conosce questo tipo?? Nessuno!!! Ottimo travestimento!

Una notte, sorpresa per le strade del villaggio durante il coprifuoco, la giovane Alba Papera Portman è accerchiata da tre funzionari della brutale polizia politica. A salvarla, emerge dalla nebbia proprio "L", che per l'occasione inizia anche a parlare declamando in aulico pollese. Lo strano personaggio invita Alba Papera ad assistere a un'azione dimostrativa: una partita di baseball che, per il rotto della cuffia, lo incorona campione del campionato. La performance sportiva fa riconquistare a "L" la fiducia e la stima del padre.

Tuttavia mentre il governo comunale di Quercia Ghiandosa scatena i suoi apparati segreti nella caccia al terrorista, quest'ultimo si rifà vivo negli studi della rete tv per la quale lavora Alba Papera e obbliga a trasmettere un videomessaggio in cui invita gli abitanti del villaggio a dargli una mano per completare l'opera incompiuta di Fawkes (ma chi cavolo è????). "La gente non dovrebbe avere paura del proprio governo, il governo dovrebbe avere paura dei propri polli". Per le strade del villaggio la situazione precipita: il pollaio è in fiamme e "L" rapisce Alba Papera per reclutarla alla sua causa.

La papera, quando arriva a scoprire il passato del pollo mascherato (morte prematura della madre, crisi adolescenziale per bassa statura e probabile rachitismo, cavia presso i laboratori della Amadori...) decide di aderire alla sua causa e di portare avanti con lui la lotta per la libertà. "L" a questo punto si fà un po' fetente: spiuma Alba Papera e le fa credere di essere stata imprigionata dalla polizia politica. Il gioco è bello quando dura poco, e alla faccia incupita di Alba Papera che sembra dire "Cazzo, ma quanto sei scemo?!", "L" risponde: "Eh, e nun se po' manco scherzà! L'ho fatto per il tuo bene!".

Ma, proprio quando le cose sembrano mettersi per il meglio, un pezzo di cielo, o meglio un frammento di un'astronave, cade realmente sulla testa di "L". A quel punto il polletto rivoluzionario, nel tentativo di salvare il mondo, che un'invasione di alieni malvagi vorrebbe apparentemente vaporizzare, deve unirsi a un gruppo di improbabili amici, tra cui Aldo Cotechino e Pesce Fuor d'Acqua. L'azione di salvataggio del mondo dura un anno intero, ma sullo schermo del tempo che passa manco l'ombra...!

Il resto non lo posso svelare...!

Buona visione!

:P

(Grazie al Fuji per l'immagine!!)

sabato, marzo 25, 2006

Melon...

Tutto ciò che posso dire è che la mia vita è abbastanza ordinaria
Mi piace guardare le pozzanghere che raccolgono la pioggia
E tutto ciò che posso fare è versare un po' di thè per due
E dire il mio punto di vista,
Ma non è sensato, non è sensato
Voglio solo qualcuno che mi dica
Sarò sempre qui quando ti svegli
Tu sai che mi piacerebbe avere le mie guance asciutte oggi
Resta con me, e farò in modo che sia così.

E non capisco perchè dormo tutto il giorno
E inizio a lamentarmi che non c'è pioggia
E tutto ciò che posso fare è leggere un libro per restare sveglia
E mi strappa via la vita, ma è una grande fuga
fuga...fuga...fuga...

Tutto ciò che posso dire è che la mia vita è abbastanza ordinaria
Non ti piace il mio punto di vista
Pensi che io sia folle
Non è sensato...non è sensato

Voglio solo qualcuno che mi dica
Sarò sempre qui quando ti svegli
Tu sai che mi piacerebbe avere le mie guance asciutte oggi
Resta con me, e farò in modo che sia così.
e farò in modo che sia così,
lo sai, farò davvero in modo, farò davvero in modo che sia così...


In questo periodo mi sento un po' Blind Melon!
Se non conoscete (ma ciò non è umanamente possibile!) la canzone No Rain, procuratevela in qualsiasi modo!

domenica, marzo 19, 2006

Buon Compleanno Blog!!!!


Sì, sono ancora in tempo!! Oggi il mio blog ha compiuto il primo anno di vita!! Me ne stavo quasi dimenticando! Oggi pomeriggio stavo per postare qualcosa sul suo primo anno di vita, ma poi sono andata a vedere al cinema V per Vendetta , di cui parlerò prossimamente!

Nel frattempo...TANTI AUGURI A ME...!

sabato, marzo 18, 2006

Giappone in macchina?


Qui a Roma sembra che la primavera sia arrivata, almeno sugli alberi! Le temperature sono ancora un po' freddine, ed oggi il cielo è un po' grigio, ma ieri nel giardino dell'asilo nido dove ho lavorato c'era questo bell'albero di non so cosa e ho scattato questa foto con il cellulare.

In questi giorni un dubbio mi attanaglia: meglio una macchina oggi e il Giappone domani, o meglio una macchina domani e il Giappone oggi? Vi spiego.

Avrei la possibilità di comprare una macchinuccia tenuta bene bene (una 500 color blu elettrico), una macchina senza troppe pretese, non troppe spese, che soprattutto sarebbe una macchina mia e incentiverebbe in me la voglia e/o la necessità di tornare a guidare.

Dall'altra parte (del mondo!) c'è invece il Giappone, che mi manca veramente tanto, soprattutto Padme (n'è vero! :P). Che faccio, compro ora la macchina e rimando il viaggio, o parto sperando di trovare un'altra occasione?
Il Giappone non scappa, le occasioni forse sì...consigli consigli consigli!!

domenica, marzo 05, 2006

New born!

Oggi è nata la versione inglese di questo blog!! Della serie...non c'ho niente da fare!! Linkate anche questo nuovo blog tra i vostri "preferiti"...! I contenuti sono gli stessi della versione in italiano!

Inoltre per farsi quattro risate potete leggere su Giapponegiappone una tesina che scrissi per un esame di Letteratura giapponese un milione di anni fa! E' una tesina critica su due romanzi di Kawabata Yasunari, Yukiguni e Nemureru Bijou!

sabato, marzo 04, 2006

Sniff...sniff...


Con l'avvicinarsi della festa delle donne (MAH!), vorrei fare un post molto femminile, poco femminista.

Ieri in Giappone si è festeggiato il Giorno delle Bambole (l'Hina Matsuri), giorno considerato come la festa delle bambine. Per maggiori dettagli su questa festività vi rimando al blog di Bunny perchè a me non va di fare ricerche e scrivere qualcosa di originale...! Vorrei parlare invece degli ultimi ritrovati giapponesi nel campo dell'aromaterapia. Pare che le rose facciano bene alle...parti intime femminili!

Lo dice l'ultimo numero della rivista Josei Jishin. Alcuni scienziati giapponesi affermano che le rose hanno benefici effetti sull'equilibrio ormonale delle donne, e aiutano a risolvere fastidosi problemi come la sindrome premestruale. Sembra che le rose combattano anche gli effetti della menopausa e sono ampliamente gradite da quelle donne che preferiscono non imbottirsi di farmaci per risolvere questo tipo di problemi. Ricercatori del gigante cosmetico Kanebo e alcuni laboratori di profumi sono andati oltre ed hanno reso prove scientifiche a sostegno del fatto che le rose abbiano anche effetti positivi su ciò che le donne chiamano eufenisticamente le "parti femminili" del corpo, ovvero l'utero, le ovaie, e tutti gli annessi e connessi dell'apparato sessuale femminile. "Abbiamo esaminato a fondo quanto l'equilibrio ormonale fisico cambi nei corpi delle donne che hanno annusato Rosa damascena (che sarebbe il nome scientifico della fragragranza del fiore) e abbiamo appreso che attraverso l'olfatto viene favorito l'equilibrio degli ormoni femminili e maschili nel corpo della donna", ha affermato Ryoichi Komagi della Kanebo. "Siamo in grado di raccogliere dati che dimostrano che annusare oli essenziali della rosa riduce il livello di ormoni quando questi sono in eccesso, e l'incrementa quando invece scarseggiano". Ogni eccesso o insufficienza di ormoni influisce in modo negativo sulle funzioni del corpo. Ma le rose aiutano a raggiungere il livello ottimale di equilibrio, dice Komagi. Anche l'aromaterapista Fumiko Berg sembra essere d'accordo con lo scienziato. "Le rose contengono pochissime tossine, e sono talmente sicure da poter essere usate anche sui bambini. Non contengono fito-ormoni, così non sono dannose", racconta l'aromaterapista a Josei Jishin.

Da qualche anno i giapponesi sono un po' fissati con l'aromaterapia. Qualche anno fa la Shiseido ha lanciato (anche sul mercato italiano...lo so perchè l'ho acquistata..!!) la linea di prodotti Body Creator. Questa linea contiene SLM (slimming) Fragrance che agisce attivando il metabolismo dei grassi. La Shiseido ha dimostrato che alcune note olfattive hanno la straordinaria proprietà di attivare nel corpo, in modo naturale, una maggiore produzione della proteina UCP, che svolge un ruolo chiave nel metabolismo dei grassi. Sulla base di questi studi è nata la SLM Fragrance, un bouquet di spezie e agrumi (pompelmo, pepe, finocchio, estragone, etc), piacevolmente stimolante e rinvigorente. Per ottenere il massimo risultato dalle creme e dai gel, si consiglia infatti di inalare la fragranza durante il massaggio.

Donne, affinate l'olfatto e affinate la linea!

lunedì, febbraio 27, 2006

Dal Giappone con furore...!


Tornata più che stanca dal fine settimana fuori Roma volevo segnalare tre mostre di argomento giapponese che credo possano interessare più di una persona, forse quattro o cinque..!

La prima è TaishoFashion - La moda del Kimono dagli anni ‘20 agli anni ‘40, una mostra curata dalla mia ex professoressa di giapponese e di yamatologia Daniela Sadun, che già da qualche semestre propone nei corsi di storia dell'arte giapponese/yamatologia dell'università La Sapienza interessanti sguardi sull'arte e la società giapponese del periodo Taisho (1912-1926). La mostra, attraverso una selezione di kimono, obi e tazze da tè dell’epoca Taisho, intende rievocare il profumo di un passato che esprime ancora raffinatezza ed eleganza e di cui è simbolo quell’animo femminile che anche in Giappone iniziava ad acquisire la consapevolezza dei propri diritti oltre che del proprio fascino. L'esposizione è stata inaugurata il 24 febbraio presso Edo City (Piazza del Paradino 18, zona Campo de' Fiori) e durerà fino all'11 marzo.

La seconda è una mostra di cui so poco e niente! Si tratta di 20 Manga di Hokusai una collezione privata di venti manga del grande artista giapponese in esposizione presso Monogramma Arte Contemporanea, via Margutta 57. La mostra sarà inaugurata il 3 marzo alle 18,30 e durerà fino all'8 marzo. In galleria sarà possibile acquistare il catalogo curato da Valeria Romeo.




Dell'ultima mostra se ne è parlato anche oggi al Tg2 (incredible!). E' L'estetica del Sapore - Un'arte giapponese, presso l'Istituto giapponese di cultura, in via Gramsci 74. La mostra illustra attraverso immagini, utensili e mihon - le riproduzioni più che realistiche dei piatti, considerate una vera e propria forma di artigianato artistico - quanto vista e gusto siano complementari nella comprensione di etica ed estetica della gastronomia giapponese. La mostra è curata da Iko Itsuki e salvatore Damiani. Le foto sono di Shunji Okura.

Bhè...che aspettiamo?? Ikimashou!!

domenica, febbraio 19, 2006

The Libertine...oh Johnny!


Una settimana fa, in un'insolita non troppo fredda notte cesenate, sono andata a vedere il film di cui mi accingo a parlare, The Libertine. L'interesse per questa pellicola era dettata soprattuto dal faccione intrigante e sensuale di Johnny Deep che emerge dalla locandina in bianco e nero del film. La faccia di Johnny è bella indipendentemente dalla locandina sulla quale è stampata.

Del film sapevo poco e niente, per cui ci sono andata non troppo prevenuta, ma curiosa di quello che stavo per vedere. Con stupore ho poi letto in questi giorni dure critiche e spietate recensioni su un film che a dire il vero è molto piacevole, nonostante quello che il protagonista dice nel prologo del film:"Non vi piacerò".

Il film parla di John Wilmot, secondo Duca di Rochester, famoso poeta e commediografo della Londra del 1600 post-Shakespeare, noto per la sua vita anticonformista. Per la trama del film e per la vita e le opere del Wilmot vi rimando ad un qualsiasi motore di ricerca sul web.

Il film è un adattamento cinematografico dell'omonima opera teatrale di Stephen Jeffreys (che nel film è lo sceneggiatore di se stesso), e di questa origine teatrale del film ci si rende conto dalle inquadrature, dalla fotografia e dalla luce utilizzate nelle riprese. Si ha l'impressione, dai numerosi primi piani (ai quali non sfuggono sudore, unto della pelle, e imperfezioni piccole e grandi del volto), dai movimenti della telecamera che seguono traballanti gli attori, dalla penombra della luce di candela (scelta artistica del regista Laurence Dunmore, che firma con questo film la sua opera prima), di trovarsi su un palco teatrale o quanto meno in una primissima fila di un teatro inglese, o addirittura di essere l'interlocutore delle varie parti declamate. Il film ha un prologo ed un epilogo recitato dal protagonista, proprio come in una pièce teatrale. Il linguaggio è poeticamente elaborato come in un libretto (abbiamo pensato, io e il mio accompagnatore cesenate, che in originale l'inglese sia quello del XVII secolo, ma non ho ancora trovato nulla a sostegno di questa teoria). Il film è stato percepito --forse per colpa del trailer cinematografico-- come la storia di un uomo dissoluto (interpretato da un attore relativamente dissoluto e bellissimo...lo so, sono ripetitiva!), e per questo ci si aspettava malizia, lussuria, festini vari e chi più ne ha più ne metta. Niente di tutto ciò. Qui il Duca di Rochester sembra più impegnato in un amplesso con l'arte della composizione letteraria (poesia o commedia che dir si voglia) piuttosto che con prostitute o attrici-prostitute che pure compaiono nel film. Secondo me è molto meglio godere di questi aspetti letterari che starsene seduti a guardare due ore di stravizi di un conte inglese del diciassettesimo secolo che muore deturpato dalla sifilide, cosa che, aihmè, ci si aspettava invece da chi ha stroncato il film.

Insieme al bel Johnny ci sono anche il John-mito vivente- Malkovich, una Samantha Morton (la Agatha di Minority Report ) piuttosto in carne, le musiche sono di Michael Nyman...che altro dire??

mercoledì, febbraio 15, 2006

Strange Cloud


Ieri sul Monte Fuji c'era questa strana nuvola...! Pare si tratti di una nuvola piuttosto rara! E' buffa!

Qualche settimana fa è stato fatto notare che sul Fujisan non era ancora caduta la neve (non c'era il classico cappello di neve sulla vetta), e si temeva per una probabile eruzione vulcanica. Ma l'eventualità che il Fuji erutti pare che sia remota. Nel frattempo però il governo giapponese sta per approvare una serie di misure per pianificare eventuali azioni anti-calamità in caso di un'eruzione del vulcano. Stando ai documenti storici il Fuji ha eruttato 10 volte dal periodo Nara (710-794). Le maggiori furono le eruzioni dell'800, dell'864, e del 1707. Da 300 anni tace.

Secondo il piano governativo, ad informare chi di dovere della situazione del vulcano sarà l'Agenzia Metereologica Giapponese, che ha previsto tre possibili stadi: uno precauzionale, uno di "possibile eruzione", e "allerta eruzione". A seconda dello stadio, sarà proibito ai turisti l'entrata nella zona del vulcano, e l'evacuazione delle zone circostanti. Le task force saranno organizzate da un team di esperti, e non coordinate dalle amministrazioni locali per evitari campanilismi.


[...] Spargo lacrime per non potervi più incontrare,
a che mi può servire l'elisir dell'immortalità?

L'Imperatore consegnò lettera e flacone ad un messo imperisle e gli ordinò di portarli sulla vetta di quella montagna della provincia di Suruga. Gli spiegò cosa doveva fare una volta giuntovi: la lettera e il flacone con l'elisir dell'immortalità dovevano essere posti uno accanto all'altro e poi bruciati. Il messo, scortato da una numerosa truppa di soldati, scalò il monte e da quando vi fu bruciato l'elisir dell'immortalità la gente lo chiama Fuji.
Quel fumo ancora oggi sale dalle nuvole. Così è stato tramandato.

Storia di un tagliabambù - Anonimo


NB. E' anche il motivo per il quale il "nostro" Fuji (vedi blog) si chiama così. E' un po' fumato. Così è stato tramandato.

martedì, febbraio 14, 2006

Giri non giri...

Il 14 febbraio si festeggia San Valentino anche in Giappone, ma come accade spesso anche per altre occasioni, i giapponesi lo festaggiano in un modo del tutto particolare: sono solo le fanciulle che fanno regali ai maschietti!

Questa abitudine sembra avere le sue radici in una campagna che un'industria dolciaria giapponese, la Mary's Chocolate Company, iniziò nel 1958, promuovendo il giorno di San Valentino come il giorno in cui "le donne confessano il loro amore ad un uomo con un regalo di cioccolato." Il fornitore vendette il cioccolato a forma di cuore presso un grande magazzino di Tokyo. Soltanto cinque ne furono venduti in quell' anno, ma questa "vendita di Valentino" divenne popolare ogni anno che passava e l'abitudine delle ragazze di regalare il 14 febbraio cioccolato (ma anche caramelle e dolcetti vari) ai ragazzi ha messo gradualmente piede anche in Giappone.

C'erano stati altri tentativi da parte di un'altra industria di cioccolato, la Morozoff, di introdurre la festa degli innamorati nel 1936 e nel 1952, ma in quel periodo i tempi per la festa degli innamorati non erano ancora pronti. Il giorno di San Valentino acquistò piena popolarità solo negli anni '70 con altre caratteristiche prettamente nipponiche: i destinatari dei regali in cioccolata infatti in Giappone non sono soltanto quei ragazzi che stanno "nel cuore" delle fanciulle (fidanzati, mariti, ragazzi con i quali escono o per i quali hanno una cotta), ma la maggiorparte degli appartenenti al sesso maschile che fanno parte della vita della ragazza: quindi anche colleghi di lavoro, capi, amici, fratelli, il padre, ecc.

Due infatti sono i tipi di cioccolata che si regala a San Valentino: la giri choko e la honmei choko. Giri significa "obbligo", "dovere" soprattutto "sociale", nel senso confuciano del termine [cfr. la dicotomia giri/ninjo ("il sentimento umano spontaneo"), leitmotiv che ricorre spesso nella letteratura giapponese del periodo Tokugawa (1603-1868) e nelle rappresentazioni teatrali di kabuki in cui questi due valori entrano in forte conflitto], mentre choko sta semplicemente per "cioccolata". La giri choko allora è quella cioccolata che si regala per "dovere", soprattutto ai colleghi di lavoro e ai capi, ma anche ad amici verso i quali non si prova un particolare sentimento, e che potrebbero restarci comunque male per non aver ricevuto cioccolata! Non è insolito che una ragazza a San Valentino regali giri choko a 20 o 30 persone! A suo vantaggio va però il fatto che di solito questa cioccolata costa di meno rispetto alla honmei choko, non tanto per la qualità del prodotto, quanto per le confezioni che di solito sono più piccole e meno elaborate (si aggirano in media dai 300 ai 500 yen, poco meno di 5 €).

Honmei significa invece "probabile vincitore", il "favorito": si regala honmei choko al/ai ragazzo/i ai quali si vuole confessare il proprio interesse, al fidanzato, al marito, a persone comunque importanti e speciali per le quali si vuole spendere anche un po' di più! La honmei choko infatti nei negozi costa di più della giri choko poiché è confezionata e venduta in forme particolari (soprattutto a forma di cuore) e, ad esempio, è decorata con il nome del destinatario, ed il prezzo medio si aggira intorno ai 2000 yen (circa 15 €). Per rendere ancora più speciale il dono c'è l'usanza di fare a casa i propri cioccolatini, sciogliendo la cioccolata e creando con le proprie mani un regalo più personale.

Durante gli anni '80 i negozi che vendevano dolciumi non si lasciarono sfuggire l'occasione di sfruttare il senso del dovere della clientela, e crearono anche il "Giorno Bianco". Si tratta del giorno in cui i ragazzi che il 14 febbraio hanno ricevuto cioccolatini e dolci, "ricambiano" il favore facendo lo stesso dono alle ragazze dalle quali hanno ricevuto qualcosa un mese prima. Il "Giorno Bianco" si festeggia infatti il 14 marzo, ed è chiamato in questo modo perché le confezioni di dolci sono in genere incartate con carta bianca, o comunque il colore predominante è il bianco.

La festa di San Valentino in Giappone è comunque più sentita dagli adolescenti, in particolare quelli delle scuole medie e superiori, e soprattutto tra i maschi c'è una vera e propria competizione per chi riceve più cioccolata…anche questo è indice di popolarità! Il vantaggio di chi non ne riceve per niente e che non dovrà spendere uno yen il mese successivo!


venerdì, febbraio 03, 2006

L'innata critica delle geisha


In questi giorni una produzione cinematografica americana sta finalmente mettendo d'accordo Cina e Giappone: il film "Memorie di una Geisha" (tratto dall'omonimo libro di Arthur Golden) ha sollevato aspre polemiche in entrambi i paesi dell'estremo oriente...l'oggetto della critica (=il film) è lo stesso, tuttavia le motivazioni sono (senza manco dirlo) totalmente diverse!

Il Giappone si lamenta del fatto che i maggiori personaggi femminili del film sono stati interpretati da attrici non giapponesi, e in particolare da attrici cinesi. Poi ha trato fuori la storia dei kimono, non particolarmente curati nel film (io condivido tutte queste critiche, ma per particolari vi affido ad un esperto, leggete il post del blog di Fuji sull'argomento), e, ancora, gli intermezzi musicali delle geisha, più da film di cappa e spada cinese che da artista giapponese. Negli ultimi giorni Ken Watanabe ha difeso il cast del film (di cui anche lui fa parte) affermando che il talento delle attrici scelte (Ziyi Zhang, Gong Li, e la sino-malese Michelle Yeoh) è la cosa più importante, non la loro nazionalità. Si è dimenticato di dire che anche la notorietà a livello planetario delle tre ha contribuito alla loro scelta...

Ieri sono arrivate le critiche della Cina. L'uscita del film (prevista per il 19 febbraio) è stata addirittura bloccata, perchè nella società cinese le geisha vengono considerate al pari di prostitute e non piace vedere interpretare questa parte alle attrici cinesi. Il solo pensiero di vedere una donna cinese sottomessa ad un uomo giapponese ha fatto parlare di "disgrazia nazionale" tra quanti hanno visto le copie pirata che circolano.

Io non entro nel merito della polemica. Ma vorrei fare una considerazione molto seria. Il segreto dell'innata bellezza delle donne orientali, delle cinesi come delle giapponesi è uno shampoo appositamente creato per il capello asiatico, Asience, per "capelli che sono l'invidia di tutto il mondo"...

Peace.

domenica, gennaio 29, 2006

Ho scritto 'promosso' sulla sabbia...!

Una notizia di oggi apparsa su un quotidiano online giapponese mi ha fatto ricordare quello che ho studiato negli ultimi mesi...me l'ero quasi dimenticato!

Una succursale locale della West Japan Railway Co. (le ferrovie giapponesi) ha messo in vendita alcune carte prepagate utili non solo per prendere il treno, ma anche per pregare per ottenere il successo negli imminenti esami d'ingresso all'università (in Giappone gli esami d'ingresso per le università sono ostici e spietati e anche causa di suicidio per gli studenti non li superano...ma questa è un'altra storia!).

Ebbene, allegati alle speciali carte arancioni prepagate vi sono dei sacchettini che contengono la sabbia che l'operatore ferroviario usa per evitare che la locomotiva a vapore C57 slitti mentre percorre la ripida linea Yamaguchi. La sabbia viene gettata dalla locomotiva sui binari nei tratti più scoscesi della linea per creare resistenza ed evitare che le ruote della locomotiva slittino. La sabbia allegata alle carte prepagate, prima di essere messa in vendita, viene purificata presso il santuario Hofu Tenmangu della prefettura di Yamaguchi. In questo santuario si venera Sugawara Michizane, un uomo un mito...anzi meglio, la divinità degli studi!

"Restare sui binari è importante sia per gli studenti che si apprestano a fare gli esami sia per la locomotica a vapore!" ha detto un funzionario della compagnia ferroviaria intervistato dal giornale.

Forse il processo attraverso il quale la carta ferroviaria porti fortuna agli studenti è un po' cavilloso, ma il paragone tra locomotiva e studenti è quanto meno geniale!