lunedì, febbraio 27, 2006

Dal Giappone con furore...!


Tornata più che stanca dal fine settimana fuori Roma volevo segnalare tre mostre di argomento giapponese che credo possano interessare più di una persona, forse quattro o cinque..!

La prima è TaishoFashion - La moda del Kimono dagli anni ‘20 agli anni ‘40, una mostra curata dalla mia ex professoressa di giapponese e di yamatologia Daniela Sadun, che già da qualche semestre propone nei corsi di storia dell'arte giapponese/yamatologia dell'università La Sapienza interessanti sguardi sull'arte e la società giapponese del periodo Taisho (1912-1926). La mostra, attraverso una selezione di kimono, obi e tazze da tè dell’epoca Taisho, intende rievocare il profumo di un passato che esprime ancora raffinatezza ed eleganza e di cui è simbolo quell’animo femminile che anche in Giappone iniziava ad acquisire la consapevolezza dei propri diritti oltre che del proprio fascino. L'esposizione è stata inaugurata il 24 febbraio presso Edo City (Piazza del Paradino 18, zona Campo de' Fiori) e durerà fino all'11 marzo.

La seconda è una mostra di cui so poco e niente! Si tratta di 20 Manga di Hokusai una collezione privata di venti manga del grande artista giapponese in esposizione presso Monogramma Arte Contemporanea, via Margutta 57. La mostra sarà inaugurata il 3 marzo alle 18,30 e durerà fino all'8 marzo. In galleria sarà possibile acquistare il catalogo curato da Valeria Romeo.




Dell'ultima mostra se ne è parlato anche oggi al Tg2 (incredible!). E' L'estetica del Sapore - Un'arte giapponese, presso l'Istituto giapponese di cultura, in via Gramsci 74. La mostra illustra attraverso immagini, utensili e mihon - le riproduzioni più che realistiche dei piatti, considerate una vera e propria forma di artigianato artistico - quanto vista e gusto siano complementari nella comprensione di etica ed estetica della gastronomia giapponese. La mostra è curata da Iko Itsuki e salvatore Damiani. Le foto sono di Shunji Okura.

Bhè...che aspettiamo?? Ikimashou!!

domenica, febbraio 19, 2006

The Libertine...oh Johnny!


Una settimana fa, in un'insolita non troppo fredda notte cesenate, sono andata a vedere il film di cui mi accingo a parlare, The Libertine. L'interesse per questa pellicola era dettata soprattuto dal faccione intrigante e sensuale di Johnny Deep che emerge dalla locandina in bianco e nero del film. La faccia di Johnny è bella indipendentemente dalla locandina sulla quale è stampata.

Del film sapevo poco e niente, per cui ci sono andata non troppo prevenuta, ma curiosa di quello che stavo per vedere. Con stupore ho poi letto in questi giorni dure critiche e spietate recensioni su un film che a dire il vero è molto piacevole, nonostante quello che il protagonista dice nel prologo del film:"Non vi piacerò".

Il film parla di John Wilmot, secondo Duca di Rochester, famoso poeta e commediografo della Londra del 1600 post-Shakespeare, noto per la sua vita anticonformista. Per la trama del film e per la vita e le opere del Wilmot vi rimando ad un qualsiasi motore di ricerca sul web.

Il film è un adattamento cinematografico dell'omonima opera teatrale di Stephen Jeffreys (che nel film è lo sceneggiatore di se stesso), e di questa origine teatrale del film ci si rende conto dalle inquadrature, dalla fotografia e dalla luce utilizzate nelle riprese. Si ha l'impressione, dai numerosi primi piani (ai quali non sfuggono sudore, unto della pelle, e imperfezioni piccole e grandi del volto), dai movimenti della telecamera che seguono traballanti gli attori, dalla penombra della luce di candela (scelta artistica del regista Laurence Dunmore, che firma con questo film la sua opera prima), di trovarsi su un palco teatrale o quanto meno in una primissima fila di un teatro inglese, o addirittura di essere l'interlocutore delle varie parti declamate. Il film ha un prologo ed un epilogo recitato dal protagonista, proprio come in una pièce teatrale. Il linguaggio è poeticamente elaborato come in un libretto (abbiamo pensato, io e il mio accompagnatore cesenate, che in originale l'inglese sia quello del XVII secolo, ma non ho ancora trovato nulla a sostegno di questa teoria). Il film è stato percepito --forse per colpa del trailer cinematografico-- come la storia di un uomo dissoluto (interpretato da un attore relativamente dissoluto e bellissimo...lo so, sono ripetitiva!), e per questo ci si aspettava malizia, lussuria, festini vari e chi più ne ha più ne metta. Niente di tutto ciò. Qui il Duca di Rochester sembra più impegnato in un amplesso con l'arte della composizione letteraria (poesia o commedia che dir si voglia) piuttosto che con prostitute o attrici-prostitute che pure compaiono nel film. Secondo me è molto meglio godere di questi aspetti letterari che starsene seduti a guardare due ore di stravizi di un conte inglese del diciassettesimo secolo che muore deturpato dalla sifilide, cosa che, aihmè, ci si aspettava invece da chi ha stroncato il film.

Insieme al bel Johnny ci sono anche il John-mito vivente- Malkovich, una Samantha Morton (la Agatha di Minority Report ) piuttosto in carne, le musiche sono di Michael Nyman...che altro dire??

mercoledì, febbraio 15, 2006

Strange Cloud


Ieri sul Monte Fuji c'era questa strana nuvola...! Pare si tratti di una nuvola piuttosto rara! E' buffa!

Qualche settimana fa è stato fatto notare che sul Fujisan non era ancora caduta la neve (non c'era il classico cappello di neve sulla vetta), e si temeva per una probabile eruzione vulcanica. Ma l'eventualità che il Fuji erutti pare che sia remota. Nel frattempo però il governo giapponese sta per approvare una serie di misure per pianificare eventuali azioni anti-calamità in caso di un'eruzione del vulcano. Stando ai documenti storici il Fuji ha eruttato 10 volte dal periodo Nara (710-794). Le maggiori furono le eruzioni dell'800, dell'864, e del 1707. Da 300 anni tace.

Secondo il piano governativo, ad informare chi di dovere della situazione del vulcano sarà l'Agenzia Metereologica Giapponese, che ha previsto tre possibili stadi: uno precauzionale, uno di "possibile eruzione", e "allerta eruzione". A seconda dello stadio, sarà proibito ai turisti l'entrata nella zona del vulcano, e l'evacuazione delle zone circostanti. Le task force saranno organizzate da un team di esperti, e non coordinate dalle amministrazioni locali per evitari campanilismi.


[...] Spargo lacrime per non potervi più incontrare,
a che mi può servire l'elisir dell'immortalità?

L'Imperatore consegnò lettera e flacone ad un messo imperisle e gli ordinò di portarli sulla vetta di quella montagna della provincia di Suruga. Gli spiegò cosa doveva fare una volta giuntovi: la lettera e il flacone con l'elisir dell'immortalità dovevano essere posti uno accanto all'altro e poi bruciati. Il messo, scortato da una numerosa truppa di soldati, scalò il monte e da quando vi fu bruciato l'elisir dell'immortalità la gente lo chiama Fuji.
Quel fumo ancora oggi sale dalle nuvole. Così è stato tramandato.

Storia di un tagliabambù - Anonimo


NB. E' anche il motivo per il quale il "nostro" Fuji (vedi blog) si chiama così. E' un po' fumato. Così è stato tramandato.

martedì, febbraio 14, 2006

Giri non giri...

Il 14 febbraio si festeggia San Valentino anche in Giappone, ma come accade spesso anche per altre occasioni, i giapponesi lo festaggiano in un modo del tutto particolare: sono solo le fanciulle che fanno regali ai maschietti!

Questa abitudine sembra avere le sue radici in una campagna che un'industria dolciaria giapponese, la Mary's Chocolate Company, iniziò nel 1958, promuovendo il giorno di San Valentino come il giorno in cui "le donne confessano il loro amore ad un uomo con un regalo di cioccolato." Il fornitore vendette il cioccolato a forma di cuore presso un grande magazzino di Tokyo. Soltanto cinque ne furono venduti in quell' anno, ma questa "vendita di Valentino" divenne popolare ogni anno che passava e l'abitudine delle ragazze di regalare il 14 febbraio cioccolato (ma anche caramelle e dolcetti vari) ai ragazzi ha messo gradualmente piede anche in Giappone.

C'erano stati altri tentativi da parte di un'altra industria di cioccolato, la Morozoff, di introdurre la festa degli innamorati nel 1936 e nel 1952, ma in quel periodo i tempi per la festa degli innamorati non erano ancora pronti. Il giorno di San Valentino acquistò piena popolarità solo negli anni '70 con altre caratteristiche prettamente nipponiche: i destinatari dei regali in cioccolata infatti in Giappone non sono soltanto quei ragazzi che stanno "nel cuore" delle fanciulle (fidanzati, mariti, ragazzi con i quali escono o per i quali hanno una cotta), ma la maggiorparte degli appartenenti al sesso maschile che fanno parte della vita della ragazza: quindi anche colleghi di lavoro, capi, amici, fratelli, il padre, ecc.

Due infatti sono i tipi di cioccolata che si regala a San Valentino: la giri choko e la honmei choko. Giri significa "obbligo", "dovere" soprattutto "sociale", nel senso confuciano del termine [cfr. la dicotomia giri/ninjo ("il sentimento umano spontaneo"), leitmotiv che ricorre spesso nella letteratura giapponese del periodo Tokugawa (1603-1868) e nelle rappresentazioni teatrali di kabuki in cui questi due valori entrano in forte conflitto], mentre choko sta semplicemente per "cioccolata". La giri choko allora è quella cioccolata che si regala per "dovere", soprattutto ai colleghi di lavoro e ai capi, ma anche ad amici verso i quali non si prova un particolare sentimento, e che potrebbero restarci comunque male per non aver ricevuto cioccolata! Non è insolito che una ragazza a San Valentino regali giri choko a 20 o 30 persone! A suo vantaggio va però il fatto che di solito questa cioccolata costa di meno rispetto alla honmei choko, non tanto per la qualità del prodotto, quanto per le confezioni che di solito sono più piccole e meno elaborate (si aggirano in media dai 300 ai 500 yen, poco meno di 5 €).

Honmei significa invece "probabile vincitore", il "favorito": si regala honmei choko al/ai ragazzo/i ai quali si vuole confessare il proprio interesse, al fidanzato, al marito, a persone comunque importanti e speciali per le quali si vuole spendere anche un po' di più! La honmei choko infatti nei negozi costa di più della giri choko poiché è confezionata e venduta in forme particolari (soprattutto a forma di cuore) e, ad esempio, è decorata con il nome del destinatario, ed il prezzo medio si aggira intorno ai 2000 yen (circa 15 €). Per rendere ancora più speciale il dono c'è l'usanza di fare a casa i propri cioccolatini, sciogliendo la cioccolata e creando con le proprie mani un regalo più personale.

Durante gli anni '80 i negozi che vendevano dolciumi non si lasciarono sfuggire l'occasione di sfruttare il senso del dovere della clientela, e crearono anche il "Giorno Bianco". Si tratta del giorno in cui i ragazzi che il 14 febbraio hanno ricevuto cioccolatini e dolci, "ricambiano" il favore facendo lo stesso dono alle ragazze dalle quali hanno ricevuto qualcosa un mese prima. Il "Giorno Bianco" si festeggia infatti il 14 marzo, ed è chiamato in questo modo perché le confezioni di dolci sono in genere incartate con carta bianca, o comunque il colore predominante è il bianco.

La festa di San Valentino in Giappone è comunque più sentita dagli adolescenti, in particolare quelli delle scuole medie e superiori, e soprattutto tra i maschi c'è una vera e propria competizione per chi riceve più cioccolata…anche questo è indice di popolarità! Il vantaggio di chi non ne riceve per niente e che non dovrà spendere uno yen il mese successivo!


venerdì, febbraio 03, 2006

L'innata critica delle geisha


In questi giorni una produzione cinematografica americana sta finalmente mettendo d'accordo Cina e Giappone: il film "Memorie di una Geisha" (tratto dall'omonimo libro di Arthur Golden) ha sollevato aspre polemiche in entrambi i paesi dell'estremo oriente...l'oggetto della critica (=il film) è lo stesso, tuttavia le motivazioni sono (senza manco dirlo) totalmente diverse!

Il Giappone si lamenta del fatto che i maggiori personaggi femminili del film sono stati interpretati da attrici non giapponesi, e in particolare da attrici cinesi. Poi ha trato fuori la storia dei kimono, non particolarmente curati nel film (io condivido tutte queste critiche, ma per particolari vi affido ad un esperto, leggete il post del blog di Fuji sull'argomento), e, ancora, gli intermezzi musicali delle geisha, più da film di cappa e spada cinese che da artista giapponese. Negli ultimi giorni Ken Watanabe ha difeso il cast del film (di cui anche lui fa parte) affermando che il talento delle attrici scelte (Ziyi Zhang, Gong Li, e la sino-malese Michelle Yeoh) è la cosa più importante, non la loro nazionalità. Si è dimenticato di dire che anche la notorietà a livello planetario delle tre ha contribuito alla loro scelta...

Ieri sono arrivate le critiche della Cina. L'uscita del film (prevista per il 19 febbraio) è stata addirittura bloccata, perchè nella società cinese le geisha vengono considerate al pari di prostitute e non piace vedere interpretare questa parte alle attrici cinesi. Il solo pensiero di vedere una donna cinese sottomessa ad un uomo giapponese ha fatto parlare di "disgrazia nazionale" tra quanti hanno visto le copie pirata che circolano.

Io non entro nel merito della polemica. Ma vorrei fare una considerazione molto seria. Il segreto dell'innata bellezza delle donne orientali, delle cinesi come delle giapponesi è uno shampoo appositamente creato per il capello asiatico, Asience, per "capelli che sono l'invidia di tutto il mondo"...

Peace.

domenica, gennaio 29, 2006

Ho scritto 'promosso' sulla sabbia...!

Una notizia di oggi apparsa su un quotidiano online giapponese mi ha fatto ricordare quello che ho studiato negli ultimi mesi...me l'ero quasi dimenticato!

Una succursale locale della West Japan Railway Co. (le ferrovie giapponesi) ha messo in vendita alcune carte prepagate utili non solo per prendere il treno, ma anche per pregare per ottenere il successo negli imminenti esami d'ingresso all'università (in Giappone gli esami d'ingresso per le università sono ostici e spietati e anche causa di suicidio per gli studenti non li superano...ma questa è un'altra storia!).

Ebbene, allegati alle speciali carte arancioni prepagate vi sono dei sacchettini che contengono la sabbia che l'operatore ferroviario usa per evitare che la locomotiva a vapore C57 slitti mentre percorre la ripida linea Yamaguchi. La sabbia viene gettata dalla locomotiva sui binari nei tratti più scoscesi della linea per creare resistenza ed evitare che le ruote della locomotiva slittino. La sabbia allegata alle carte prepagate, prima di essere messa in vendita, viene purificata presso il santuario Hofu Tenmangu della prefettura di Yamaguchi. In questo santuario si venera Sugawara Michizane, un uomo un mito...anzi meglio, la divinità degli studi!

"Restare sui binari è importante sia per gli studenti che si apprestano a fare gli esami sia per la locomotica a vapore!" ha detto un funzionario della compagnia ferroviaria intervistato dal giornale.

Forse il processo attraverso il quale la carta ferroviaria porti fortuna agli studenti è un po' cavilloso, ma il paragone tra locomotiva e studenti è quanto meno geniale!

lunedì, gennaio 16, 2006

Change

Ho cambiato un po' le cose qui...ma ho perso le impostazioni personali...che rabbia!!!!!!

lunedì, gennaio 09, 2006

W i ventenni...come me!!

Oggi in Giappone si celebra il Seijin no Hi, ovvero il Giorno della Maggiore Età: vengono festeggiati i giovani che entro quest'anno compiranno venti anni, evento che in Giappone significa diventari maggiorenni, il che dà la possibilità di bere nei locali e votare, ed essere perseguiti dalla legge come adulti! La data di questo giorno di festa cambia ogni anno, essendo celebrato il secondo lunedì di gennaio.

Mentre da noi la festa dei diciotto anni è un evento molto "personale", nel senso che ognuno ci tiene a fare una festa più bella di quella dei nostri coetanei (in genere compagni di scuola e di comitiva), in Giappone la festa della maggiore età è un evento molto più "comunitario", nel senso che nello stesso giorno si festeggia insieme a centinaia di migliaia di coetanei: quest'anno i ventenni giapponesi saranno 1,43 milioni!

In questo giorno i vari comuni organizzano delle cerimonie ufficiali per festeggiare l'evento; queste cerimonie (seijin shiki) di solito si tengono al mattino...si fanno discorsi ufficiali...si consegnano dei regali...insomma, una cosa noiosa.
Le ragazze in quest'occasione di solito si vestono in kimono, in particolare indossano lo sbarazzino furisode (“maniche fluttuanti”) con maniche aperte e lunghe fino a terra, esclusivo delle ragazze nubili (dopo i 20 anni e dopo il matrimonio si passa al tomesode, con maniche fino a vita). Dato il costo eccessivo dei kimono da cerimonia molte lo affittano!
I ragazzi invece si vestono in genere in giacca e cravatta, ma possono anche indossare dei kimono neri maschili.

Dopo la cerimonia ufficliale si vedono questi gruppetti di ragazzi che se ne vanno in giro a festeggiare, soprattutto bevendo.

Il Seijin no Hi lo si festeggia da secoli. Durante il periodo Edo (1603-1868) i ragazzi diventavano adulti all'età di 15 anni (veniva loro rasato il ciuffo di capelli che ricadeva sulla fronte) e le ragazze all'età di 13 anni (cominciavano a tingersi i denti di nero...ogni paese ed epoca hanno i loro canoni estetici di bellezza!!!). Fu solo nel 1876 che l'età della maggiore età fu portata per ragazzi e ragazze a 20 anni.

Il numero dei ragazzi giapponesi che festeggiano la maggiore età cala di anno in anno, questo perchè è proprio tutta la popolazione del Sol Levante che è in netto calo; rispetto all'anno scorso ci sono 70.000 ventenni in meno.
Oggi mi sento di dare info...!

venerdì, gennaio 06, 2006

Sopra la pancia la capra...

L'Epifania tutte le feste si porta via...o qualcosa del genere! Ebbene, è finalmente finito il periodo di feste più lungo e snervante dell'anno. Questo ultimo giorno in verità è forse quello più sfigato, di solito non viene particolarmente festeggiato (bambini a parte) , mentre le persone anormali qui a Roma di solito se ne vanno in giro per piazza Navona: non andate a piazza Navona la notte tra il 5 e il 6 gennaio, a meno che non siate dei claustrofobici masochisti!

Per il fatto che è il secondo anno consecutivo che trascorro queste vacanze a lavorare, non ho sentito più di tanto lo spirito delle feste (di nuovo). Un'amica si lamentava che in Giappone non si sente affatto il Natale -- e credo che abbia lavorato proprio il 25 dic. Tuttavia credo che abbia sentito le feste molto più di me, proprio perchè lì non c'era affatto nulla da festeggiare...a volte la nostalgia per le cose lontane, o che non ci sono, dà molte più emozioni.

Comunque, non è dello spirito delle feste che vi volevo parlare. Piuttosto vi volevo rendere partecipi di una cosa molto più grave e importante: m'è spuntata una panza abnorme!!
Non sono incita mamma, non ti preoccupare (in realtà forse esulterebbe per il nipotino...lasciamo perde, va!!), è che ho mangiato proprio male!! E credo che dovrò tornare a togliere il latte vaccino dalla mia dieta! Chissà se la Mukka che mi ha regalato P. funziona anche con il latte di soia...
Credo che leggerò di nuovo il libro "I segreti giapponesi per il controllo del peso e la bellezza della pelle" di Hisayo Grace Maeda, per cercare la risposta alla domanda che mi attanaglia in questi giorni: come si leva la panza...??

Si accettano suggerimenti...

Questo post è serissimo...
Davvero...


domenica, gennaio 01, 2006

2006















Buon Anno!
Akemashite Omedetou Gozaimasu!
Happy New Year!





domenica, dicembre 25, 2005

Buon Natale!


Buon Natale e Felici Feste a chi legge ogni giorno questo blog, a chi lo legge di tanto in tanto, e soprattutto, a chi non lo legge affatto!!

mercoledì, dicembre 21, 2005

X-mas Tree


Ma solo io faccio l'albero di Natale il 21 dicembre? Anzi, dal momento che mi sembra un po' spoglio, direi che il mio albero sarà ufficialmente terminato il 22 dicembre!

E arrivato già l'inverno...mi sembra ieri che prendevo il sole il riva al mare...

lunedì, dicembre 19, 2005

Limbo


Beh, è passata esattamente una settimana. Sinceramente avrei voluto scrivere molte cose su quel giorno, ma ora mi sembra molto distante nel tempo. Non so perchè ho questa sensazione. Forse perchè non sono stata catapultata nel "limbo" che è quel periodo di ricerca assidua di un lavoro e di invio di curricula che segue la prima vera assunzione: lavoravo prima di pensare alla tesi, lavoravo durante la sua stesura, e continuo a lavorare adesso.
Per esperienza riferita da molti amici, quel "limbo" è una fase della propria vita proprio come lo era la vita universitaria. Anzi, in questo periodo la nostalgia del mondo accademico sembra prendere il sopravvento sulle altre emozioni, specialmente sull'attesa di trovare un lavoro. E allora si ricordano le giornate trascorse a cazzeggiare nei corridoi, le telefonate prima degli esami, i gruppi di studio, le mattinate trascorse nella biblioteca, il piacere di seguire una bella lezione, l'aria fresca del mattino...e ci si attacca a queste cose per paura, paura di fare un qualsiasi altro passo in avanti, e le cose più piccole diventano un caro grande ricordo. Non dico che il lavoro che faccio adesso sia il lavoro della mia vita, o forse sì per alcuni aspetti...tuttavia sono convinta del fatto che se non riesco a fare del Giappone il mio lavoro posso sempre farne il mio hobby.
Comunque, a parte il fatto che il fotografo dell'università ha ripetutamente centrato nelle foto il capoccione della mia correlatrice...la foto che allego qui sembra essere la migliore di quel giorno! Un bel sorriso liberatorio..!

lunedì, dicembre 12, 2005

110 e lode!!!!

Sono ufficialmente Dottoressa in Lingue e Civiltà Orientali!!!!
I dettagli nel prossimo post!

martedì, dicembre 06, 2005

Manca poco...


Ci siamo! Come anticipato nel precedente post, si avvicina il giorno della laurea. La tesi è finita, due copie stanno già in stampa, la terza, quella per il relatore, la sto riguardando per vedere se c'è qualche virgola fuori posto...a quanto sembra una buona padronanza della punteggiatura vale molto più delle ricerche fatte, delle pagine tradotte, dei concetti assemblati, dei soldi spesi, delle giornate di lavoro perse, degli sbalzi di umori...eggià...sembra che sia proprio così!

Ebbene...prima di sapere di che morte devo da morì, vi illustro brevemente la mia tesi! Il titolo è "Le sette divinità della fortuna. Studio pratico dei benefici terreni".
Negli ultimi anni in Giappone si è sviluppato un acceso dibattito concernente le “nuovi religioni” e l’acquisizione di benefici terreni. In particolare, la tendenza più diffusa è stata quella di considerare i nuovi movimenti religiosi giapponesi come una forma di popolarizzazione degenerata mancante del sostegno delle dottrine tradizionali, il cui unico scopo è quello di attrarre nuovi fedeli dietro la promessa dell’acquisizione di benefici materiali. Questo dibattito, che oppone i movimenti religiosi tradizionali (considerati “veri”, da un punto di vista dottrinale) ai nuovi movimenti religiosi (considerati “falsi”), ha avuto come conseguenza, da un lato, di denigrare l’aspirazione personale della ricerca di “benefici materiali in questa vita” (genze riyaku), e dall’altro, di focalizzare gli studi su altri aspetti della religiosità giapponese (come, ad esempio, il culto degli antenati, le pratiche funerarie, la Salvezza dopo la morte, ecc).

Lo scopo della mia tesi è quello di restituire il concetto di genze riyaku alla tradizione della religiosità giapponese, avvalorando l’opinione di alcuni studiosi che considerano la ricerca di benefici terreni come fondamento della religione (kisō shinkō) giapponese. Secondo lo studioso Komatsu Kazuhiko, questa ricerca di benefici terreni la si può evincere nelle formule e nelle espressioni stabilite ufficialmente per le invocazioni e le preghiere ai kami e ai Buddha: per l’intera nazione la formula è Kokka Antai (国家安泰, Pace per il Paese); per i contadini, i pescatori, e i mercanti le formule sono rispettivamente Gokoku Hōjō (五穀豊穣, Fertilità di cinque koku), Tairyo (大漁, Grande Pesca), Shōgei Hanjō (商売繁盛, Prosperi Commerci); per il tenore di vita dei privati e delle famiglie vi sono invocazioni come Enmei Chōju (延命長寿, Lunga Vita), Kanai Anzen (家内安全, Prosperità per la Famiglia), Fūki (富貴, Benessere e Onore), Fūfu Enman (夫婦円満, Armonia tra i Coniugi), Shison Hanei (子孫繁栄, Discendenza prospera), Mubyō Sokusai (無病息災, Buona Salute e Nessuna Malattia), Risshin Shusse (立身出世, Buona Carriera e Successo nella Vita). Inoltre, lo studioso aggiunge che ai giorni nostri sono diventate numerose le invocazioni per la sicurezza stradale e il superamento degli esami scolastici.

Per sostenere che il concetto di genze riyaku pervade tutta la religiosità giapponese, lo scopo del primo capitolo di questa tesi è l’individuazione della tradizione dei benefici terreni nella religiosità giapponese tramite l’analisi delle prime scritture buddiste introdotte ed adottate in Giappone, e una breve osservazione delle pratiche e credenze della religione autoctona Shintō (神道).

Il secondo capitolo di questa tesi, analizza gli aspetti morali che sostengono la richiesta di benefici terreni in una religione, quale è il Buddhismo, che reputa la rinuncia al mondo, e ai suoi aspetti illusori, come fonte di salvezza dalla sofferenza. Anche in questo caso verranno analizzati gli aspetti pratici del Buddhismo in alcune prime scritture; tuttavia, l’attenzione sarà rivolta soprattutto alla legittimità dei benefici terreni acquisiti tramite l’intercessione di una divinità (Buddha, Bodhisattva, kami, che dir si voglia), all’interno della tradizione Mahāyāna del Buddhismo.

Per quanto riguarda la pratica contemporanea dei benefici terreni nella società contemporanea, l’aspetto più visibile è costituito sicuramente dagli amuleti e talismani (omamori, お守り), dalle tavolette votive (ema, 絵馬), e dagli altri tipi di porta fortuna, acquistabili presso i templi e santuari, che promettono un’immediata concessione di benefici materiali. Si tratta di un aspetto della pratica religiosa giapponese che indubbiamente attrae anche noi occidentali. Tuttavia, in questa tesi verrà considerata l’acquisizione di benefici pratici attraverso il culto di alcune divinità.

La scelta di queste divinità è ricaduta su un gruppo di divinità molto popolari in Giappone, e che ha attratto l’attenzione dell’autrice di questa tesi per essere metafora tangibile del cosiddetto sincretismo religioso giapponese. Il gruppo, noto come Shichifukujin (七福神, Le Sette Divinità della Fortuna), è infatti composto da divinità che provengono da diversi panorami religiosi. Gli Shichifukujin verranno analizzati in dettaglio nel capitolo terzo, e l’ indagine relativa ad essi seguirà il seguente percorso: per primo verrà analizzato Ebisu (恵比寿), l’unica divinità del gruppo connessa con la mitologia giapponese, e per questo l’unica ad avere un’origine autoctona; seguiranno le tre divinità (Daikokuten, 大黒天, Benzaiten, 弁財天, e Bishamonten, 毘沙門天) provenienti dalla tradizione Hindu, assimilate successivamente nel pantheon Buddista, e conosciute e pregate in Giappone come divinità buddiste; le ultime tre sono di provenienza cinese: due sono di derivazione taoista (Fukurokuju, 福禄寿 e Jurōjin, 寿老人), mentre l’ultima, Hotei (布袋), è una divinità buddista, la cui particolarità risiede nel fatto di essere l’unica del gruppo ad esser stato un personaggio storico realmente esistito.

Ecco...nella tesi parlo proprio di questo!

sabato, dicembre 03, 2005

Appanication time!!


Inesorabilmente si avvicina il momento...12 Dicembre alle ore 9:00.
Il blog tornerà in vita dopo questa data.
Abbiate pazienza!!!

martedì, novembre 15, 2005

Corso di cultura himalayana

Volevo parlarvi di una bella iniziativa.
La Facoltà di Studi orientali dell'università "La Sapienza" di Roma sta organizzando un corso interdisciplinare in culture himalayane finanziato con i fondi della Regione Lazio. Per cui è gratutito. Il corso è destinato a persone disoccupate, anche non residenti, purché domiciliate nella Provincia di Roma, e rilascia un attestato di qualifica.
Copio e incollo l'iter formativo così come è scritto nella pagina del sito della regione. Mi raccomando: iscrivetevi! E' troppo interessante!!!

Le culture Himalayane ed in particolar modo quella Tibetana si sono rapidamente trasformate in elemento integrativo di diversi settori commerciali, i quali hanno potuto aumentare la loro produttività. I settori nei quali maggiormente si è andato radicando il prodotto Himalayano e Tibetano sono quelli industriali di import-export e quelli rivolti alla cultura e al benessere. Le finalità del corso sono: 1. Fornire un approfondimento multidisciplinare delle culture Himalayane e Tibetana. 2. Formare consulenti ed esperti in culture Himalayane. 3. Formare docenti da inserire in centri didattici di diverso tipo. Il corso si svolge attraverso un percorso formativo multidisciplinare che alterna fasi teoriche e fasi pratiche (esercitazioni individuali e di gruppo) in cui sperimentare e verificare le conoscenze apprese. In particolare, i principali contenuti dei moduli didattici sono: 1) lezioni frontali di antropologia medica; 2) lezioni interdisciplinari frontali di cultura generale (storia, filosofia, arte); 3) Salute e Sicurezza nel Lavoro; 4) la riforma del mercato del lavoro e le novità in materia pensionistica e retributiva.

sabato, novembre 05, 2005

Cosplay spaziale!!!


Ogni tanto capita che un privato cittadino si faccia un bel viaggetto nello spazio e venga ospitato nella Stazione Spaziale Internazionale. Non è il premio di una strana lotteria, ma il vezzo di qualche stramiliardario che con la vacanza spaziale unisce il dillettevole all'utile contribuendo al mantenimento dello scatafascio spaziale con ben 20 milioni di dollari.
Questa volta i soldoni sono yen!!
La notizia era già comparsa il mese scorso sul sito dell'agenzia Spaziale Russa, dove si parlava (in russo!) di un certo "Enomoto" che sarebbe diventato il quarto privato cittadino in orbita. Già si faceva il nome di Daisuke Enomoto, e la notizia è stata confermata in questi giorni.
Dice- K (è il suo soprannome) è un miliardario giapponese di soli 34 anni, ex presidente esecutivo della LiveDoor, un'agenzia che opera in campo internettiano. Dice-K partirà in un giorno ancora non precisato del prossimo autunno, e dal momento che si definisce un Gundam-otaku (fan accanito della serie animata robottiana degli anni 70) si è fatto preparare una bella tutina spaziale sul modello di un personaggio della serie, Char Aznable, "Cometa Rossa"!!!
Va bene il fenomeno dei Cosplay...ma questa cosa sfiora il ridicolo!!!

martedì, ottobre 18, 2005

Il castello errante di Howl


Mi hanno regalato il libro "Il castello errante di Howl" di Diana Wynne Jones. E' il romanzo dal quale è stato tratto l'omonimo anime di Hayao Miyazaki, che da qualche parte dovrebbe essere ancora in programmazione. Io, ovviamente...non l'ho ancora visto!
La lettura del libro è stata molto piacevole! E' iniziata su un treno regionale diretto a Bologna, ed è proseguita su un vagone di prima classe di un Eurostar diretto a Roma. Poi è terminata sul divano giallo del salone di casa mia il giorno dopo!
Non so in che modo Miyazaki ha adattato il libro e non so quali tematiche abbia preso in considerazione, ma il romanzo mi è piaciuto già così! Leggendo immaginavo i protagonisti con le fattezze dei personaggi dell'anime (qualche occhiata ai trailers l'ho data!) e questo ha contribuito a rendere la lettura letteralmente "fantastica".
E' la storia della giovane Sophie, figlia di un cappelaio che abita a Market Chipping del paese di Ingary. Sophie ha due sorelle minori, Lettie e Martha, ed è perseguitata, ma in un certo senso rassegnata all'idea di essere la primogenita, perchè ritiene di avere "poche opportunità di vivere un interessante futuro". Quando le due sorelle lasciano la casa lei prosegue l'attività del padre e inizia a confezionare cappelli. Un giorno la Strega delle Terre Desolate poco soddisfatta dei suoi cappelli la trasforma in una vecchietta! E' costretta quindi a lasciare la casa e a cercare di togliersi di dosso questo incantesimo e va da chi forse riuscirà a toglierlo, il potente Mago di Howl che se ne va in giro con il suo castello in movimento a terrorizzare la gente del posto e soprattutto le ragazze, dal momento che si dice che rapisca le giovani donne per prenderne l'anima e la giovinezza! Sophie riesce ad entrare nel castello e a stipulare un patto con il Mago e da qui inizia per lei una serie di avventure che nulla hanno a che vedere con il futuro che s'immaginava!
Il libro è scritto in maniera molto semplice, una lettura per ragazzi, e sono davvero curiosa di vedere il film animato. Sono sicura che Miyazaki è riuscito a dare alla storia un ulteriore pizzico di magia!
Lettura consigliata!

mercoledì, ottobre 12, 2005

Sfiga



La giornata di oggi è stato un vero disastro: in mattinata ho rovesciato il barattolo del caffè per terra, e ho dovuto fare pulizie alle 6e20...ho fatto i cento metri per arrivare a timbrare in orario a lavoro alle 7 (ebbene sì, anche il personale supplente ha il badge!)...a lavoro mi sono toccate tutte cacche da cambiare...andando in biblioteca ho beccato la multa sull'autobus, e mi hanno ciucciato 50 euro...e stasera?? Non lo voglio sapere...
Studiare le Sette Divinità della Fortuna non porta poi così tanta fortuna!!

(Allego una foto che non c'entra nulla con il post! In un altro blog Fuji ha asserito che queste scimmiettine arrotolate gli sembrano una vulva!! Forse la foto nell'altro blog non rende...questa l'ho fatta quando sono stata in Giappone e spero che chiarisca la cosa a Fuji...se non altro per la sua ragazza!)