domenica, febbraio 19, 2006

The Libertine...oh Johnny!


Una settimana fa, in un'insolita non troppo fredda notte cesenate, sono andata a vedere il film di cui mi accingo a parlare, The Libertine. L'interesse per questa pellicola era dettata soprattuto dal faccione intrigante e sensuale di Johnny Deep che emerge dalla locandina in bianco e nero del film. La faccia di Johnny è bella indipendentemente dalla locandina sulla quale è stampata.

Del film sapevo poco e niente, per cui ci sono andata non troppo prevenuta, ma curiosa di quello che stavo per vedere. Con stupore ho poi letto in questi giorni dure critiche e spietate recensioni su un film che a dire il vero è molto piacevole, nonostante quello che il protagonista dice nel prologo del film:"Non vi piacerò".

Il film parla di John Wilmot, secondo Duca di Rochester, famoso poeta e commediografo della Londra del 1600 post-Shakespeare, noto per la sua vita anticonformista. Per la trama del film e per la vita e le opere del Wilmot vi rimando ad un qualsiasi motore di ricerca sul web.

Il film è un adattamento cinematografico dell'omonima opera teatrale di Stephen Jeffreys (che nel film è lo sceneggiatore di se stesso), e di questa origine teatrale del film ci si rende conto dalle inquadrature, dalla fotografia e dalla luce utilizzate nelle riprese. Si ha l'impressione, dai numerosi primi piani (ai quali non sfuggono sudore, unto della pelle, e imperfezioni piccole e grandi del volto), dai movimenti della telecamera che seguono traballanti gli attori, dalla penombra della luce di candela (scelta artistica del regista Laurence Dunmore, che firma con questo film la sua opera prima), di trovarsi su un palco teatrale o quanto meno in una primissima fila di un teatro inglese, o addirittura di essere l'interlocutore delle varie parti declamate. Il film ha un prologo ed un epilogo recitato dal protagonista, proprio come in una pièce teatrale. Il linguaggio è poeticamente elaborato come in un libretto (abbiamo pensato, io e il mio accompagnatore cesenate, che in originale l'inglese sia quello del XVII secolo, ma non ho ancora trovato nulla a sostegno di questa teoria). Il film è stato percepito --forse per colpa del trailer cinematografico-- come la storia di un uomo dissoluto (interpretato da un attore relativamente dissoluto e bellissimo...lo so, sono ripetitiva!), e per questo ci si aspettava malizia, lussuria, festini vari e chi più ne ha più ne metta. Niente di tutto ciò. Qui il Duca di Rochester sembra più impegnato in un amplesso con l'arte della composizione letteraria (poesia o commedia che dir si voglia) piuttosto che con prostitute o attrici-prostitute che pure compaiono nel film. Secondo me è molto meglio godere di questi aspetti letterari che starsene seduti a guardare due ore di stravizi di un conte inglese del diciassettesimo secolo che muore deturpato dalla sifilide, cosa che, aihmè, ci si aspettava invece da chi ha stroncato il film.

Insieme al bel Johnny ci sono anche il John-mito vivente- Malkovich, una Samantha Morton (la Agatha di Minority Report ) piuttosto in carne, le musiche sono di Michael Nyman...che altro dire??

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mai commentato un blog. L'unica domanda che mi vien da fare è questa:

- Considerando queste affermazioni:

"L'interesse per questa pellicola era dettata soprattuto dal faccione intrigante e sensuale di Johnny Deep" [...] "La faccia di Johnny è bella indipendentemente dalla locandina sulla quale è stampata" [...] "

e questa affermazione:

- "Il film è stato percepito --forse per colpa del trailer cinematografico-- come la storia di un uomo dissoluto (interpretato da un attore relativamente dissoluto e bellissimo...lo so, sono ripetitiva!), e per questo ci si aspettava malizia, lussuria, festini vari e chi più ne ha più ne metta. Niente di tutto ciò. Qui il Duca di Rochester sembra più impegnato in un amplesso con l'arte della composizione letteraria (poesia o commedia che dir si voglia) piuttosto che con prostitute o attrici-prostitute che pure compaiono nel film. Secondo me è molto meglio godere di questi aspetti letterari che starsene seduti a guardare due ore di stravizi di un conte inglese del diciassettesimo secolo che muore deturpato dalla sifilide.."

Dicevo, considerando le due affermazioni, si potrebbe concludere:

a) Bea finge o non dice ciò che veramente pensa

b) Bea è giapponese dentro e quindi ha un'interesse unicamente estetizzante verso l'altro sesso (ammesso che questa non sia solo una versione di comodo che i giapponesi vogliono dare di se stessi). Insomma, non le piace che gli si rovini il giocattolo di porcellana tra sifilide e altre amenità mondane.

c) Bea è contraddittoria come ogni essere umano

d) Bea ama Johnny ma, considerando il compagno di potrona, vive male l'affermazione consequenziale che in fondo non sarebbe male vederlo consumarsi di sesso.

e) Bea è donna e quindi è inutile cercare di capirla (paradossalmente ciò crea chiarezza su un punto: sulla sua sessualità niente chiacchiere alla Grande Fratello)

f) fate voi


Maurizio

ps. alla fine di ogni opzione è fatto obbligo di pensare: "Bea è comunque adorabile"
Ciao:)

Code2 ha detto...

Il film è stato fico.
La mia accompagnatrice di più!

Tx ha detto...

Ciao Bea!
Interessante lo stile teatrale e l'illuminazione a luce di candela!
Mi spaventa un po' l'italiano stile libretto. Non vorrei risultasse involontariamente comico.

Johnny Deep, a parte l'estetica (^_^), e' un ottimo attore quindi penso che varra' la pena vedere questo film.

Cmq. Maurizio, non vedo perche' Bea debba essere in contraddizione.
1) Le piace Johnny Deep
2) Non le piace un film banale dove si vede qualche sedere e qualche rapporto sessuale fine a se stesso tanto per alzare il target
3) Quindi e' felice che Johnny Deep non si sia 'abbassato' a recitare in un B-movie.

La cosa e' logica visto che di poeti ce ne sono pochi ma di "conte inglesi del diciassettesimo secolo che muoiono deturpati dalla sifilide.." ce ne sono stati un bel po' :)

Ho interpretato correttamente, Bea?
Ah e Johnny Deep e' bellissimo. ;)

Bea ha detto...

Evviva Tiziano!!!!

Comunque Maurizio era volontariamente sarcastico...! Vero? ;)

Ora non posso scrivere di più perchè mi devo andare a preparare il pranzo!

B!

bunny chan ha detto...

Concordo con Bea nella parte che si può riassumere come: "Johnny Depp (mi sembrava si scrivesse così!!) è stupendo e bravo". Il film non l'ho visto, ma credo che andrò a breve...

E' un peccato, comunque, vedere la pellicola doppiata, perchè anche la sua voce è stupenda...

Un bacio,
bunny innamorata ^_^

Anonimo ha detto...

Bea ma certo che ero sarcastico, anzi, più precisamente, ero lievemente ironico. Tiziano magari non mi conosce e non sa che nella vita passo metà del mio tempo a parlare di film, trame, regie, ecc.. Dunque, in un blog dove esordivo e dove l'argomento obbligato era un film di cui avevo letto parecchio, non potevo soffermarmi a discutere dei meriti artistici della pellicola o del divino Johnny. Detto questo, mando un saluto a tutti. Buonanotte.